venerdì 18 marzo 2011
giovedì 17 marzo 2011
Buon Compleanno, Italia (e Forza, Giappone)
Buon Compleanno, cara vecchia Italia.
Stanno provando a fiaccarti con il loro sudiciume ormai rimescolato alla luce del sole.
Ma non riusciranno a immergerti nella merda completamente, perchè sei abituata a navigare in apnea da tanto di quel tempo che ormai ci hai fatto l'abitudine, ma senza rassegnarti.
Fra poco riemergeremo tutti insieme, ci faremo una doccia, e spazzeremo via il sudiciume, almeno quello che ci si è incrostato addosso da una ventina d'anni a questa parte. Poi si vedrà.
Ma, per oggi, semplicemente, Buon Compleanno.
P.S.: alcuni di noi hanno anche una seconda patria, che in questo momento non va dimenticata per nessuna ragione.
Aiutiamo il Giappone in questi giorni terribili attraverso la Croce Rossa. Cliccate qui per informazioni. Grazie.
lunedì 14 marzo 2011
Mash Up! (5)
E anche questa settimana è giunto il momento dello spappolamento musicale. Dopo il tuffo nel passato della settimana scorsa, dedichiamoci un po' ai tempi moderni con un po' di pop & cool (pòpp and cùl?!). Abbiamo la Fergie contro la Germanotta, i Pisellini con l'Occhio Nero contro Nostra Signora delle Provocazioni, i Black Eyed Peas contro Lady GaGa: cosa succede mettendo insieme MY HUMP con POKER FACE? Un bel POKER HUMP (anche se io l'avrei intitolato HUMP FACE, che fa più ridere). Buon ascolto!
mercoledì 9 marzo 2011
L'APE MAIA HORROR
Ultimando la lavorazione de L'APE MAIA, sono ripassato su alcune parti del testo, e mi sono reso conto quanto la 'collega' APE MAGA' abbia pescato dal romanzo originale della prima (scritto da Waldemar Bonsels del 1912).
Nel cartone animato de L'APE MAIA erano state eliminate tutte le parti 'forti' del romanzo originale. L'APE MAGA', invece, in un qualche modo, le reintroduceva (anche se la storia era molto diversa).
L'operazione di Waldemar Bonsels non era volta comunque né a rendere lacrimevole l'opera, né al compiacimento sulle scene crude: L'APE MAIA è una metafora (dichiarata) sul desiderio di libertà e indipendenza di qualcuno che capisce di non voler essere un ingranaggio di una 'macchina' (l'Alveare), e si scopre 'individuo' (Maia, appunto).
Tutto questo, però, ambientato nel mondo degli insetti, e della natura in generale.
E, come sappiamo, la natura è dolce e cruenta per definizione.
Leggetevi questo passaggio del romanzo (versione pre-proofreading, sorry):
Spaventata dall’immagine di una grossa rana che da sotto quella foglia la guardava con occhi sporgenti e famelici, Maia stava già pensando di tagliare la corda quando accadde una cosa terribile che la colse del tutto alla sprovvista. La sorpresa fu tale che lì per lì Maia non riuscì a capire esattamente cosa stesse accadendo, sentì solo vibrarle sulla testa un ronzio argentino come il suono del vento che scompiglia le foglie appassite; poi udì un fischio melodioso e l’eco furibonda di un richiamo di caccia, mentre un’ombra sottile e diafana scivolava sulla sua foglia. Era così spaventata che il cuore le si fermò quando si accorse che una grossa, lucente libellula si era impadronita del povero Hans Christoph, e adesso stringeva tra i lunghi denti affilati come rasoi il povero calabrone che urlava disperato. La libellula atterrò con la sua preda su una canna che sotto il suo peso s’incurvò leggermente, e Maia poté scorgere i due insetti che si libravano sulla sua testa e, insieme, la loro immagine riflessa nell’acqua trasparente. Il grido di Hans Christoph le spezzava il cuore. Senza pensarci due volte, gridò: – Chiunque lei sia, lasci immediatamente quel calabrone! Non ha nessun diritto di irrompere con questi modi brutali nella vita degli altri. – La libellula liberò il calabrone dalla morsa, ma lo trattenne saldamente con le zampe e girò la testa verso Maia. Maia si spaventò nel vedere i grandi occhi seri della libellula e le sue terribili zanne, ma fu stregata dal luccichio delle ali e del corpo. Emanava gli stessi bagliori dell’acqua, del cristallo e delle pietre preziose. Se non che, Maia era così spaventata dalle dimensioni gigantesche della libellula, che perse tutto il coraggio e si mise a tremare come una foglia.
La libellula, invece, le si rivolse con voce gentile: – Che le succede, bimba mia?
– Lo lasci andare – gridò Maia con gli occhi che le si riempivano di lacrime, – si chiama Hans Christoph…
La libellula sorrise.
– E perché mai dovrei, piccola mia? – domandò con interesse, per quanto in faccia avesse un’inconfondibile aria di sufficienza. Maia balbettò disarmata: – È un signore simpatico e perbene, e che io sappia non le ha fatto niente di male.
La libellula guardò Hans Christoph pensierosa: – Sì, è davvero un ragazzo delizioso – rispose tenera, e gli mangiò la testa in un sol boccone.
Maia credette di svenire, tanto era sconvolta. Per un po’ non riuscì a dire una parola e dovette ascoltare inorridita il crepitio con cui il corpo blu metallico di Hans Christoph veniva masticato proprio lì, sopra la sua testolina.
– Non la faccia tanto lunga – disse la libellula che parlava con la bocca piena, e riprese a sgranocchiare. – La sua sensibilità non mi fa né caldo né freddo. Pensa di essere migliore di me? A quanto vedo lei è ancora molto giovane e non si rende ben conto di quello che le succede intorno. D’estate, quando nel suo Alveare comincia la caccia ai fuchi, gli altri non sono meno indignati di lei e, a mio parere, ne hanno ben più ragione.
– Ha finito, lassù? – chiese Maia. Non sapeva decidersi a sollevare lo sguardo.
– È rimasta una zampetta – rispose la libellula.
– La ingoi, per favore, e poi le risponderò. – Maia sapeva esattamente perché nel suo Alveare, d’estate, i fuchi venivano uccisi, e la stupidità della libellula la mandava su tutte le furie. – Ma non si azzardi ad avvicinarsi a me nemmeno di un passo. Non ci penserò due volte a fare immediatamente uso del mo pungiglione.
La piccola Maia era davvero infuriata. Per la prima volta aveva nominato il suo pungiglione, e sempre per la prima volta si era sentita felice di avere quell’arma.
Orrore, ma anche accettazione delle regole della natura. Maia continua a conversare – anche se coi brividi – con la libellula, mentre questa si sgranocchia il suo interlocutore agonizzante e le dà pure dell'ipocrita.
Niente male. Niente male davvero.
Prossimamente in libreria: accattatevìllo!
lunedì 7 marzo 2011
Mash Up! (4)
E daje coi purè musicali! A quanto mi pare di aver capito dal contatore, vi state proprio divertendo con questa rubrichéta. E allora dai, sempre più estremi. Mettiamo insieme nientemento che i Nirvana con i Dead Or Alive (praticamente il coniglio con le cozze - decidete voi chi conglia e chi cozza), pescando i loro due brani-simbolo, tanto per fare qualche danno in più: SMELLS LIKE TEEN SPIRIT frullato insieme a YOU SPIN ME ROUND cosa ci dà? SPIN LIKE TEEN SPIRIT!
lunedì 28 febbraio 2011
Mash Up! (3)
Nuova settimana, nuovo frullato musicale. Nella centrifuga del Capitano stavolta ci buttiamo due signorine, tanto per bilanciare con un po' di quote rosa la nostra rubrichéta. Ecco a voi WHAT YOU WAITING FOR (TIK-TOK) di Gwen Stefani spappolata bellamente contro TOXIC di Britney Spears. Risultato? TIK-TOXIC! Buon ascolto!
domenica 27 febbraio 2011
Lab 0
sabato 26 febbraio 2011
venerdì 25 febbraio 2011
lunedì 21 febbraio 2011
Mash Up! (2)
Questa settimana buttiamo nel frullatore GHOSTBUSTERS di Ray Parker Jr. e THUNDERSTRUCK degli AC/DC. Ecco a voi THUNDERBUSTERS!
Buon ascolto!
Buon ascolto!


